Matrimoni gay in California

Mozione per riprendere le celebrazioni

Arnold Schwarzenegger ha firmato una mozione per far riprendere la celebrazione dei matrimoni gay in California. L’iniziativa segue la sentenza con cui il giudice Vaughn R. Walker ha bocciato il divieto alle nozze gay, sancito dal referendum ‘Proposition 8′ approvato il 4 novembre 2008 con il 52% di voti. Il giudice, di nomina repubblicana e gay dichiarato, ha chiamato in causa i diritti costituzionali aprendo la strada al ricorso alla Corte Suprema.

Il governatore Schwarzenegger, assieme al procuratore generale Jerry Brown, ha depositato a San Francisco i documenti legali che chiedono il ripristino dei matrimoni fra componenti dello stesso sesso nel Golden State. Permettere di riniziare subito a celebrare matrimoni omosessuali sarebbe nel pubblico interesse, hanno dichiarato nei documenti gli avvocati di Schwarzenegger e Brown.

“Così facendo si sarebbe coerenti con la lunga storia della California nel trattare tutte le genti e le loro relazioni con uguale dignità e rispetto” hanno scritto i legali. Le mozioni giungono due giorni dopo che il giudice di corte distrettuale Vaughn Walker ha dichiarato incostituzionale Proposition 8, il provvedimento approvato con un referendum popolare che vieta i matrimoni dello stesso sesso.

In una sentenza di 136 pagine Walker ha scritto che Proposition 8 “è al limite del diritto fondamentale al matrimonio e crea una classifica irrazionale sulla base degli orientamenti sessuali”. Ma Walker ha anche sospeso l’applicazione della sentenza e i matrimoni omosessuali non possono quindi ripartire subito. I legali dei due campi hanno entrambe depositato i loro documenti ma si ritiene che il caso finirà davanti alla Corte Suprema.

da tgcom.mediaset.it

Notizie dal Mondo: Matrimonio a teatro

Si sono celebrati i primi matrimoni nella suggestiva cornice del teatro Carignano, uno dei simboli della città e della storia di Torino. Per l’occasione il palco è stato addobbato con rose bianche. A unire gli sposi in matrimonio l’assessore comunale ai Servizi civici che, dopo aver letto agli sposi il brano del Cantico dei Cantici dedicato all’amore, ha donato loro la stampa di piazza San Carlo.

Matrimonio a Teatro

L’iniziativa, promossa dalla Città di Torino in collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile, va ad arricchire la già ricca offerta di matrimoni in sedi d’eccezione, che finora comprendeva Palazzo Madama, Mole Antonelliana e Sala Marmi di Palazzo Civico.
«L’affezione dei cittadini torinesi nei confronti del teatro Carignano – ha sottolineato l’assessore – è indiscussa: esso rappresenta un luogo fonte d’emozione per chiunque abbia visto uno spettacolo, partecipato ad un incontro o ne abbia anche solo varcato la soglia. Celebrare qui i matrimoni è l’occasione per avvicinare ulteriormente questo luogo storico ai torinesi».

Bella idea …

www.lastampa.it

Notizie dal Mondo: “SI” al alta quota

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Hanno detto di sì e si sono scambiati le fedi a 3462 metri d’altezza, dove sono arrivati in cordata insieme a trenta invitati e a decine di curiosi.
Un matrimonio ad alta quota, quello di Max Perrotti e Lauren Gentry, milanesi con la montagna nel cuore che per sposarsi hanno scelto Punta Helbronner.
Max e Lauren vivono a Milano. Lui è nato a Peschiera Borromeo, lei negli Stati Uniti, Nord Carolina. Si sono incontrati durante un viaggio ad Honolulu.
L’idea del matrimonio sulle Alpi, spiegano, è nata durante mentre stavamo partecipando all’Ultratrail du Mont-Blanc, la corsa estrema di 166 chilometri che si svolge sui tre versanti (francese, italiano e svizzero) del Monte Bianco.

tratto da www.lastampa.it
Foto di Christian Pellissier

Notizie dal Mondo: in Tribunale per sposarsi!

Chi ama una musulmana, lo sa: nessun problema al matrimonio soltanto se lui si converte. Due fidanzati a settimana a Roma diventano musulmani per sposarsi

Se amate una musulmana e non credete in nulla e nessuno o appartenete a una religione diversa, pensateci bene prima di sposarla. A lanciare questo avvertimento non è un cattolico o un indù, ma un musulmano doc come Mario Scialoja, consigliere del Centro Islamico Culturale d’Italia. «E’ una fonte di guai», spiega.

I problemi infatti possono essere numerosi, come conferma il caso più recente, quello di un trentenne italiano, impiegato, e di una 26enne di origini marocchine che vivono a Laives, in provincia di Bolzano. Lei è in Italia dal 1998, perfettamente regolare, potrebbe sposarsi in qualsiasi momento, e quindi le è parso naturale dire di sì al suo fidanzato. Non ci sono ostacoli burocratici di sorta, tutto dovrebbe andare per il meglio. Invece quando si recano in comune la risposta è un rifiuto. Anzi, due: il primo da parte del consolato del Marocco prima e il secondo dal comune di Laives. E ora ad avere l’ultima parola e a decidere se il loro matrimonio si può fare sarà il tribunale di Bolzano. L’udienza è fissata il primo ottobre.

«Purtroppo la religione musulmana è rigorosa in casi come questo – spiega Scialoja – l’uomo musulmano può sposare una cattolica, un’ebrea, un indù, o chiunque desideri. Perché si presume che sia garantita la continuità dell’educazione ai principi dell’Islam. Per la donna è diverso: non può sposare altri che un musulmano se vuole che il suo matrimonio sia riconosciuto».

Il fenomeno è molto diffuso, più di quanto si immagini, basta dare un’occhiata ai forum dei siti dedicati all’immigrazione e ai problemi delle coppie miste per rendersene conto. E, quindi, se proprio si decide che la donna dei propri sogni è una musulmana, dunque, che cosa si può fare? La strada più seguita è quella della conversione. «Abbiamo almeno due conversioni a settimana di questo tipo – racconta Scialoja – uomini che vengono da noi ad abbracciare la fede islamica soltanto per sposarsi. Rappresentano il 90% circa delle nostre conversioni perché l’Islam non fa proselitismo. E, ad essere sincero, sono molto contrario, non mi piacciono».

Se invece il futuro marito non vuole convertirsi, come è accaduto al trentenne di Laives, iniziano i guai. Perché il consolato del Marocco si è rifiutato di dare il nulla osta. «Sotto il profilo giuridico – spiega l’avvocato trentino Nicola Degaudenz, che assiste la coppia – l’assenza del nulla osta viene considerato un impedimento alla celebrazione del matrimonio». Quindi, il rifiuto del comume alle pubblicazione. «Questa, per certi versi, – prosegue l’avvocato – è stata la fortuna della coppia, perché mi ha consentito di presentare ricorso al Tribunale di Bolzano».

Il Comune di Laives, ha seguito l’articolo 116 del Codice Civile, che prevede che un cittadino non italiano «che vuole contrarre matrimonio nello Stato deve presentare all’ufficiale di stato civile una dichiarazione dell’a utorità competente del proprio Paese (in questo caso il consolato), dalla quale risulti che in base alle leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio».

L’avvocato Degaudenz, però, ha già seguito un caso simile alcuni anni fa di una coppia di Cles, in provincia di Trento. Nel ricorso l’avvocato Degaudenz ha sostenuto che il rifiuto del Comune è contrario all’articolo 19 della Costituzione italiana che sancisce la libertà religiosa.

In quel caso il Tribunale ha dichiarato contrario all’ordine pubblico italiano il divieto per una donna musulmana di contrarre matrimonio con un non musulmano. Perché non si tratta di una legge, ma di un «impedimento», alla stessa stregua della minore età o dei legami di parentela tra i futuri coniugi. La differenza religiosa non viene nemmeno menzionata.

Secondo i giudici «con tale omissione è probabile che il legislatore intendesse abrogare il principio sciaritico. La giurisprudenza ha tuttavia continuato a considerare proibito il matrimonio di una musulmana con un non musulmano». La parola per i fidanzati di Laives spetta al tribunale di Bolzano.

 

LaStampa.it 21/6/2010

Notizie dal Mondo: Nozze sott’acqua

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Si sono scambiati le fedi nuziali a cinque metri di profondità, nel mare blu dell’Isola d?Elba. Un matrimonio particolare che fa entrare una coppia di elbani d’adozione nel libro del “Guinness World Record”.

Viola Francesca Colombi, 37 anni di Milano, e Giampiero Giannoccaro, 33 anni di Bologna, si sono sposati stamani davanti alla spiaggia di Morcone, nel Comune di Capoliveri. È stata la passione per il mare ad aver spinto i due novelli sposi, che da anni vivono all’Isola d’Elba dove gestiscono un’attività di diving, a voler celebrare una cerimonia subacquea.

Ma unire le proprie vite non era l’unico obiettivo dei due innamorati che puntavano a battere il record mondiale del numero di partecipanti subacquei con bombole ad un matrimonio, detenuto dal 2005 da una coppia californiana con ben 208 iscritti. Un record stracciato dalla coppia elbana che si è sposata nelle acque di Morcone alla presenza di 261 invitati, certificati dal giudice ufficiale del Guiness World Record, Lucia Sinigagliesi, scesa in acqua con il resto dei partecipanti.

Tratto da "La Stampa.it" 12/6/2010