Cappelli al matrimonio… si… oppure no?

Siete invitate ad un Matrimonio e vorreste essere belle, affascinanti ed eleganti allo stesso tempo.
State pensando ad indossare un cappello che completi la vostra personalità e che (perché no) attiri l’attenzione.
Ma quali requisiti deve avere?


E poi…siamo così sicure di non essere l’unica nota stonata in tutto il contesto?
Effettivamente ci sono alcune regole di buone maniere da tenere presenti.

Prima di tutto ci si dovrebbe informare se la mamma della sposa lo indossa (anche quella dello sposo si dovrebbe adeguare) e allora, se lo indossa, via libera al copricapo!
In ambiente chiuso e a tavola il cappello va tolto, come la sera.

Non ci vuole in una cerimonia di tardo pomeriggio che si prolunga a sera inoltrata, e niente velette ad una cerimonia di mattina.
Può essere tenuto quando il rinfresco si svolge all’aperto o in piedi sia al mattino, sia al pomeriggio.  Diciamo che lo si può tenere anche a tavola se è di dimensioni misurate o che fa parte integrante dell’acconciatura dei capelli e completa lo stile dell’abito.

Inoltre non dovrebbe mai essere dello stesso colore dell’abito per evitare l’effetto uniforme.

Dopo queste poche ma sacre regole…via alla creatività e all’originalità, ma sempre con un certo stile.

Laura Marelli, creatrice per una delle più antiche modisterie meneghine, afferma che deve valorizzare il volto come una cornice e deve essere armonioso e disinvolto soprattutto per le donne italiane che non sono così abituate a portare cappelli troppo eccentrici.

Personalmente ritengo sia fondamentale indossare un copricapo solo se ci si sente a proprio agio, in modo spiritoso e femminile.  Se si è particolarmente giovani direi che sono meravigliosi i cerchietti con piume di marabù, strass, seta, piccoli fiori tono su tono.  Anche velette che possono scendere sul viso o essere risvoltate sui capelli, dall’aria un po’ retrò e seducente.

I cappelli grandi e pendenti, invece, vanno bene per tutte le tipologie di Matrimonio e sono adatti a qualsiasi età.

E voiquale tipo di copricapo intendereste usare per un look consono all’evento?

A presto. Lu :-)

Tutti pazzi per “DECORANDO” – 2° puntata

E’ stata una bella esperienza!
Veramente una bella esperienza!

Oltre a parlare a nome dell’organizzazione (Kairòs in collaborazione con il flower designer Gualtiero Tesi), credo di poterlo dire anche a nome dei vari partecipanti.
Non è presunzione… è deduzione.

Guardando il risultato finale, e cioè le varie composizioni floreali elaborate, non si può che evincere l’impegno, l’amore, la passione, la fantasia e la personalità che le hanno caratterizzate.
Il tutto si è svolto in grande armonia e sintonia, con la giusta leggerezza.


Sicuramente il potere terapeutico dei fiori è notevole e lo si è potuto percepire soprattutto nella seconda serata (pratica) rispetto alla prima (teorica), quando rapiti dalla manualità è stato tutto un crescendo.

Un crescendo di intese fra il maestro e le allieve,
fra le mani, i fiori, i materiali,
fra gli occhi e i colori,
fra la morbidezza e le forme.

Naturalmente, come in tutte le situazioni di benessere, il tempo è volato.

Siamo tutti desiderosi che arrivi il6 e 7 giugno (corso per l’estate… per info scrivere a corsi@kairoseventi.it)  per ripetere un’esperienza così ricca sia per il nostro sapere e per la nostra conoscenza, sia per la nostra anima.

Grazie di cuore!!

Vi aspettiamo prestissimo!! :-)

Dettaglio di stile

LA POCHETTE

Nome: Francese. Le sue origini risalgono al XVIII secolo, quando veniva usato un piccolo sacchetto da nascondere sotto le giacche o appeso in vita al posto delle tasche ( poches ).

Periodo di grande splendore: intorno agli anni Venti e Trenta, grazie all’utilizzo fatto dalle dive del cinema.

Caratteristiche: quasi sempre di piccole dimensioni, a volte con una tracolla da polso. Se ha una chiusura rigida è detta clutch.

Materiali: i più svariati dalla pelle alle pailettes, dal metallo che la rende rigida alla stoffa che la rende morbida.

Costi: folli se griffata e fatta di materiali preziosi, abbordabilissimi se anonima ( ma comunque di buon gusto ).

Come si utilizza: in passato da serata elegante, oggi più che mai nel quotidiano.
Perfetta di giorno, abbinata a jeans, ballerine e abitini.

Dettaglio di stile anche per la sera, a patto che non sia mai abbinata alle scarpe o al vestito.

Accessorio che va da sé, in totale libertà.

Ne avete una a disposizione?…e allora mettetela subito in “ funzione “!!

Buona settimana!

Lu :-)

Upcycling

UPCYCLING
e cioè
Processo di riconversione degli oggetti in prodotti di valore superiore o migliore qualità

Bella questa cosa!!
Bella sempre…ma applicata al campo della moda è un valore aggiunto.
Soprattutto se l’upcycled è un rifiuto urbano con tutta una sua storia.
Prendiamo per esempio le pompe antincendio utilizzate per circa trent’anni, e che ora devono essere smaltite ( con un costo sociale notevole ).
Oppure i sacchi imballaggio del caffè.


Uniamo il tutto alla capacità di Kresse Wesling, giovane imprenditrice di origini canadesi e che vive e lavora a Londra e di Elvis suo collaboratore designer.
Ne viene fuori una miscela esplosiva, di genialità e di “ sociale “.
Sì perché con questi materiali di scarto vengono prodotti borse, cinture, portafogli, portachiavi ( dalle pompe dei vigili del fuoco ), portacomputers e custodie di smartphone ( dai sacchi di caffè ).
Ma non ci si ferma qui.
Una parte del ricavato viene devoluta ( come nel caso degli introiti derivanti dalla vendita degli oggetti/sacchi ) a Fondazioni che si occupano delle condizioni di vita dei lavoratori nel paese produttore del bene originario.
Kresse dice di essere stata aiutata dalla crisi che induce al ritorno ai fondamentali.
O meglio si è tornati ad una pratica ben conosciuta prima dell’avvento del consumismo e cioè l’arte del riciclo, assai nota alle nostre nonne.
E’ veramente arte, e come tale deve avere il suo meritato successo e apprezzamento.

BRAVA KRESSE!

Condizioni che procurano al massimo grado il piacere della tavola

Tratto da “Anno di Grazia 1825, precetti di Jean Anthelme Brillant-Savarin” che attraverseranno i secoli.

Il numero dei commensali non sia superiore a dodici, perché la conversazione possa mantenersi generale.
Essi siano scelti in modo che le loro professioni siano diverse, i gusti analoghi e tanto conosciuti gli uni con gli altri da non essere costretti alle seccantissime presentazioni.
Gli uomini siano spiritosi senza ostentazione e le donne amabili senza troppa civetteria.
I cibi siano scelti ottimamente, ma in numero limitato, e i vini di prima qualità, ciascuno nel suo tipo.
La progressione dei cibi sia dai più sostanziosi ai più leggeri; vini dai più chiari ai più profumati.
Lo svolgimento del pasto sia pacato, essendo l’ultima faccenda della giornata, e i commensali stiano fra loro come viaggiatori che debbono arrivare insieme alla stessa meta.
Il caffè sia bollente e i liquori scelti accuratamente dal padrone di casa.
I commensali siano trattenuti dalla piacevolezza della compagnia e ravvivati dalla speranza che la serata avrà ancora qualche lieta sorpresa.
Nessuno debba andare via prima delle undici, ma a mezzanotte siano tutti a letto.

Cosa ne dite di questi pochi ma attualissimi precetti?

Buona settimana!

Lu :-)